ritmi circadiani

Equilibrio e Longevità

Rallentare si può
Come è possibile?

«Osservo ora con stupore che qualcosa di enormemente basale sembra sia sfuggito alla visione dei grandi filosofi e psicologi.»

W. Pierpaoli

La melatonina può rallentare l’invecchiamento? Questa preziosa molecola mitiga le malattie degenerative tipiche dell’invecchiamento che ne accelerano il processo, come per esempio l’ipertensione, la degenerazione di vasi e arterie (arteriosclerosi), le malattie autoimmunitarie e previene (ma non cura) il cancro.
Tutto questo è possibile grazie alla sua azione protettiva della ghiandola Pineale. La Pineale è parte essenziale del sistema neuroendocrino, in quanto regola la produzione ciclica di tutti gli ormoni. L’invecchiamento è un chiaro processo programmato geneticamente nel cervello, ma che si manifesta tramite la regolazione ormonale, ed è in questo modo che la melatonina svolge la sua preziosa funzione di messaggero.
La melatonina viene prodotta di notte nella ghiandola Pineale attraverso due passaggi enzimatici importantissimi di «acetilazione» e di «metilazione», partendo dalla famosa serotonina. Così, assumendo melatonina alla sera la Pineale viene messa a riposo e quindi non lavora per produrre la melatonina.

Processo acetilico e metilico

«La Pineale funziona con informazioni fotosensoriali provenienti dall’occhio.»

W. Pierpaoli

I gruppi acetilico e metilico sono fondamentali nei processi biologici ossidativi e di crescita: in assenza di metilazione, il cervello dell’embrione o del bambino non potrebbe svilupparsi.
Cosa fa allora la Pineale mentre riposa? Si mantiene giovane e produce altre molecole fondamentali che noi, come cani segugi, inseguiamo implacabilmente dato che tali molecole, non solo manterranno lo stato giovanile della pineale e del corpo, ma saranno persino in grado di invertire, nei limiti del possibile e se non è troppo tardi, il processo di invecchiamento che è strettamente legato alla de-sincronizzazione dei  cicli ormonali circadiani (giorno-notte).  La correlazione tra melatonina e invecchiamento è indiretta, ma il suo ruolo è essenziale  per arrestarlo.

La melatonina può rallentare l’invecchiamento?

La melatonina ritarda l’invecchiamento, e di conseguenza prolunga la vita semplicemente impedendo, posticipando, ma anche bloccando totalmente, il progressivo deterioramento (perdita di sensibilità e quindi di risposta bidirezionale) del controllo centrale della regolazione ormonale ipotalamo-ipofisaria, come è stato descritto in modo straordinariamente preciso dal grande scienziato russo Vladimir M. Dilman.
Ma si è detto che la melatonina non produce questi effetti direttamente, con meccanismo chimico o biochimico e tanto meno ormonale, eppure questo effetto è stato visibile nel corso delle sperimentazioni. Perché? La risposta che abbiamo trovato, è che questa molecola, in maniera piuttosto brillante e fuori dalle regole biochimiche, mantiene la funzione Pineale giovanile.
La somministrazione notturna di melatonina non fa altro che impedire che la Pineale stessa la produca, che lavori e si sottoponga a deterioramento. Ciò spiega anche perché non esista un problema di sovradosaggio in quanto, una volta raggiunti certi livelli fisiologici, la Pineale viene bloccata e il resto viene eliminato per via renale.

Il riposo del direttore centrale ormonale

«Pineale orologio della vita: mantiene i ritmi ormonali circadiani e stagionali che sono alla base di tutte le funzioni.»

W. Pierpaoli

Questo spiega perché: “meglio troppa melatonina che poca”. Questo regolare ordine notturno di non-lavoro alla ghiandola Pineale, non solo protegge il nostro orologio biologico o “direttore centrale ormonale”, ma produce persino un recupero della sua capacità di regolare e modulare la ciclicità ritmica (notte-giorno) ormonale, al punto tale che la ghiandola Pineale riacquista le sue funzioni giovanili. È dunque in questo senso che la melatonina può rallentare l’invecchiamento.
Ciò è dimostrato in modo quanto mai significativo dagli esperimenti del professor Pierpaoli e del suo team di ricercatori, nei quali una ghiandola Pineale giovane trapiantata in un recipiente molto più vecchio produceva un prolungamento della vita (o ritardo dell’invecchiamento) a dir poco drammatico.
Poiché la ghiandola Pineale trapiantata è certamente incapace di produrre essa stessa la melatonina a causa del fatto che è stata dissociata dalle sue normali connessioni nervose, ne consegue che “l’orologio centrale della vita” è localizzato nella Pineale stessa, ma il suo meccanismo non dipende direttamente dalla melatonina.

La Pineale che invecchia perde la sua capacità di produrre il picco notturno di melatonina, e questo è un segno chiaro del suo stesso invecchiamento. Perciò i nostri studi hanno dimostrato che la melatonina somministrata, schermando la Pineale attraverso il suo effetto protettivo sulla Pineale stessa (che quindi non ne produce e si riposa), non fa altro che mantenere la capacità dell’Epifisi di controllare il rilascio ciclico (giorno-notte) di tutti gli ormoni, e lo fa mantenendo e impedendo l’invecchiamento della Pineale stessa.

La Pineale è l’orologio dei programmi vita, invecchiamento, e morte

«La vita è totalmente basata sul mantenimento della sincronizzazione interormonale circadiana.»

W. Pierpaoli

Quindi, la ghiandola Pineale non solo è il nostro “orologio centrale”, ma induce attivamente il nostro invecchiamento nel corso della sua stessa vita, con i suoi programmi di vita, invecchiamento e morte, come dimostrato. Sembra chiaro che i meccanismi che si sono evoluti geneticamente nella ghiandola Pineale regolano il corso della nostra vita biologica, e generano anche i segnali di morte alla fine del nostro programma vitale uomo. Ciò è dimostrato negli esperimenti descritti in un lavoro di alcuni anni fa. Perciò i meccanismi fondamentali del nostro invecchiamento devono essere ricercati nella ghiandola Pineale e nei suoi legami con l’intero reticolo neuro-ormonale nel cervello. Invecchiamo perché il nostro “reticolo pinealico” è “programmato” a deteriorarsi, per questo motivo la melatonina esogena notturna aiuta a mantenere l’integrità del nostro “orologio pinealico” e prevenire il corso tipico della sindrome dell’invecchiamento all’interno della ghiandola Pineale. Solo la melatonina pura e naturale (anche se prodotta ovviamente per sintesi chimica) è in grado di proteggere la ghiandola Pineale dall’invecchiamento programmato.

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